Arte e Storia



Il ponte dell'Antella



Misericordia di
S. Maria all'Antella

Via Montisoni, 14 - 50011 Antella, Firenze

Telefono: 055 623341
Fax: 055 6560044


Informazioni via mail:
info@misericordia-antella.it


Confederazione Nazionale
delle Misericordie:
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Compagnia delle Misericordie:
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Cimitero di Antella

All’Antella fu il pievano don Giuseppe Scappini (1805-1894) a farsi carico della costruzione del camposanto: i lavori, diretti dall’ingegnere comunale Giovacchino Callai, ebbero inizio verso la metà del 1855 e terminarono il 30 marzo 1856. Inizialmente furono costruite tre cappelle precedute da un loggiato: San Giuseppe al centro, San Sebastiano a destra,e San Tobia (oggi San Benedetto) a sinistra.

Busto di Don Giuseppe ScappiniCol trascorrere degli anni, dopo le progettazioni iniziali dell’architetto Pietro Comparini Rossi (allievo e collaboratore del Poggi), questa ultima dimora si è andata ampliando dapprima su disegno dell’architetto Giacomo Roster (primo direttore dei lavori nominato nel 1881) poi dell’ingegner Alfredo Guidi nominato nel 1905, quindi dell’ architetto Ugo Giusti scelto nel 1923, poi dell’architetto Enrico Dante Fantappié designato nel 1928, quindi dell’architetto Ugo Giovannozzi eletto nel 1951, e dell’ingegnere Vittorio Moranduzzo incaricato nel 1957.

l'Angelo del silenzioNel 1965 fu pubblicato un bando di concorso a carattere regionale per la redazione di un progetto di massima per l’ampliamento del cimitero monumentale: gli elaborati vennero esposti nell’ottobre- novembre 1966 ed il primo premio fu assegnato al progetto degli architetti Renzo Bellucci e Adolfo Pagani.Il primo organico progetto di ampliamento del cimitero si deve all’architetto Giacomo Roster che ideò il lungo loggiato, che da lui prende il nome, e che si sviluppa a ovest, in fronte all’ingresso, con una lunga e magnifica serie di archi confluenti verso il portico centrale e con due corte ali laterali che chiudono il vasto piazzale ormai saturo di sepolcreti e cappelle private.
Il completamento dell’area cimiteriale, a 150 anni dalla fondazione, è firmato dall’architetto Adolfo Natalini convinto assertore che, con la bellezza, gli edifici sfidano il tempo e rigenerano i luoghi.

L'architetto Ugo Giusti Nell’anello architettonico ideato da Natalini e che richiama la struttura delle basiliche paleocristiane si proietta, ingigantita,
la cupola dell’arco centrale d’ingresso affrescata da Galileo Chini con quella magnifica corona di angeli che ci introduce idealmente nel mondo dei morti ma anche nell’anelito della Resurrezione.
Il progetto Natalini privilegia e trasferisce quasi un secolo dopo, in una siffatta architettura moderna, quella stessa luce che Galileo volle si diffondesse nella sua celebrata cupola carica di alti concetti filosofici.Anche in questo continua quella tradizione che ha reso celebre, e monumentale, il Cimitero della Misericordia di Antella.

Cupola di Galileo Chini L’opera finita porterà alla disponibilità di loculi di ogni tipo, dalla sepoltura in terra a quella in cappella gentilizia e sarà occasione di nuovo impulso all’arte sacra nella continuità con i nostri predecessori di affidare il lavoro ad “Artisti veramente degni e che allo stesso tempo cerchino nelle opere più del lucro la loro gloria e il loro buon nome”.
Fin dalla sua origine, il cimitero dell’Antella ha accolto defunti di ogni parte del territorio comunale, ed anche della città di Firenze. Gli eleganti loggiati e le cappelle monumentali erette negli anni lo hanno fatto preferire anche dalla nobiltà fiorentina fin dall’epoca immediatamente successiva al trasferimento a Firenze della capitale d’Italia così che oggi è rinomato non solo in Toscana ma in tutta Italia per le sue caratteristiche monumentali.

Tomba di Alberto GiovanniniAccoglie le spoglie di persone appartenute a famiglie nobili come gli Adorni Braccesi, gli Albizzi, gli Antinori, gli Aronni Fedi, i Barbolani da Montauto, i Bargagli, i Bentivoglio d’Aragona, i Bonsi Bucetti, i Bufalini, i Capponi, i Carrega, i Corsi Salviati, i Coselschi, i Da Filicaia, i Della Gherardesca, i Digerini Nuti, i Fossi, i Galli Tassi, i Garzoni, i Guelfi Camaiani, i Lamberti, i Leonetti, i Medici Tornaquinci, i Mori, gli Orvieto, i Pareto, i Passerini Cerretesi, i Peruzzi, i Poniatowski, gli Schmucker, i Testa, i Venerosi Pesciolini, i Viviani Della Robbia.
Vi riposa anche il suo fondatore, don Giuseppe Scappini, pievano dell’Antella per quasi sessanta anni – dal 7 febbraio 1835 alla sua morte – sepolto nella cappella dedicata a San Giuseppe che accoglie altri sacerdoti fra i quali il vescovo di Albenga Raffaele Biale, i canonici metropolitani Amerigo Barsi e Giuseppe Faraoni, i pievani dell’Antella e correttori della nostra Misericordia don Ilario Maestrini (1868-1918) e mons. Leone Acomanni (1886-1962). All’esterno della cappella, un’epigrafe e un busto scolpito dal professor Fortunato Galli ricordano il fondatore. Numerosi sono gli Istituti Religiosi che hanno preferito questo cimitero con proprie cappelle e sepolcreti. Vi riposano anche uomini famosi nelle arti, nelle scienze e nelle lettere: poeti come Pietro Mastri, in arte Pirro Masetti, commediografi come Francesco Coletti, eruditi come Lando Passerini, filologi e latinisti di fama mondiale come Sebastiano Timpanaro, scrittori e storici come Pietro Bologna, Ernst Adrien Corbin De Grandchamp, Isidoro Del Lungo, docenti come Francesco Ferrara, Fausto Lasinio e Francesco Protonotari, critici letterari come Luigi Baldacci, ingegneri e architetti come Enrico Au Capitaine, Renzo Barbieri, Cesare Bomboni, Ippolito Bordoni, Luigi Del Moro, Cesare Fortini, Ugo Giusti, Enrico Lusini, Pietro Marinelli, Giuseppe Michelacci Domenico Moretti, Adolfo Pagani, Loresindo Pruneti e Agenore Socini, attori come Alberto Giovannini, baritoni come Gino Bechi, soprani come Marianna Barbieri Nini, tenori come Mario Filippeschi e Giovanni Sani De Capua, compositori e pianisti come Stanislao Gastaldon, Giovacchino Maglioni e Enrico Toselli, editori come Raffaello Maurri e Antonio Sansoni, avvocati e uomini politici come Enrico Poggi e Giovanni Rosadi, magistrati come Aurelio Casini, studiosi d’arte come Luigi Dami, Lodovico Metzger, Enrico Ridolfi e Ferdinando Rondoni, geologi come Luigi Baldacci e tanti altri famosi in discipline diverse.
Fra le donne che un giorno hanno suscitato sentimenti nel cuore di uomini illustri vogliamo ricordare Jane Clairmont Clara Mary, amata da George Byron, Fanny Targioni-Tozzetti, amata dal poeta Giacomo Leopardi che a lei dedicò il ciclo Aspasia, Blandine Gravina figlia di Hans von Bülow e di Cosima Liszt, figliastra di Riccardo Wagner e nipote di Franz Liszt, amica anche di Gabriele D’Annunzio che a lei dedicò l’opera L’Innocente. Non mancano gli scultori: citiamo Francesco Collina decorato dell’onorificenza di Cavaliere di S. M. Umberto I per avere modellato e regalato il S. Sebastiano alla Misericordia di Firenze, Pio Fedi, Adolfo Galducci allievo di Giovanni Dupré, Antonio e Fausto Natali, Bruno Neri e Fortunato Sara Franchini.

Tomba dello scultore Fausto Natali

Molti sono i pittori fra i quali ricordiamo Luigi Arcangeli, Augusto Burchi, Gaetano Cannicci, Carlo Chiostri, Francesco Ciseri, Ennio Cocchi, Giovanni Costa, Giovanni Lega Nediani,Medaglione Pio Fedi Carlo Markò paesaggista ungherese vissuto a Lappeggi, monumentale riposa anche Galileo Chini (1873-1956) autore qui di importanti opere pittoriche assieme a quelle di Dario, Leto e Tito Chini nonché della famosa Manifattura Fornaci San Lorenzo: un nutrito corpus di opere a soggetto religioso oggetto di una monografia edita nel 2001 da Pagnini per conto della Misericordia.
Ma molte altre sono le opere d’arte. Vari medaglioni, busti, bassorilievi e statue sono stati eseguiti da rinomati artisti quali Renzo Vittorio Baldi, Ugo Ciapini allievo di Augusto Rivalta, lo stesso Francesco Collina al quale si deve anche una Pietà in gesso colorato, Maria Luisa Amalia Dupré che, per l’arco centrale d’ingresso, scolpì i tre angeli e modellò il pannello centrale con la Madonna (vedi foto sopra), Alfeo Faggi, Pio Fedi, Odo Franceschi, Donatello Gabbrielli allievo di Cesare Fantacchiotti, Adolfo Galducci, Fortunato Galli allievo di Emilio Zocchi e autore della statua raffigurante San Gregorio sulla facciata del Duomo di Firenze, Luigi Giorgi incisore capo della Regia Zecca a Roma, Marcello Guasti, Giannetto Mannucci, Mario Moschi, Raffaello Nannini, Fausto Natali, Romeo Pazzini, Giuseppe Pisani, Raffaello Romanelli, Fortunato Sara Franchini nipote di Pio Fedi, Dante Sodini al quale si deve il busto in bronzo di Isidoro Del Lungo inaugurato nel 1931, Gaetano Trentanove, Italo Vagnetti,Venturino Venturi e Ferdinando Vichi.

Vetrata di Giordano Petrioli Sant'Agostin vetrata di Rodolfo Fanfani Tolleri vetrata a dalles

Palchetti AngeloDipinti sono opera di Pio Joris pittore romano, acquerellista e incisore, e Enzo Masieri.
Le vetrate sono state fornite oltre che dalla Manifattura Chini anche da Rodolfo Fanfani (vedi foto sotto, “Sant’Agostino”), Umberto Gambi, Victor Gronchi, Guido Polloni; in anni più recenti sono state prodotte sulla base di cartoni preparati da Giuseppe Piombanti Ammannati, Giordano Petrioli, Studio Tolleri (vedi vetrata a mosaico ) e Albino Americo Mazzotta.

Dalle Fornaci Chini di Borgo San Lorenzo provengono vari vasi da fiori, vetrate come quella già nel loggiato San Zanobi ricollocata nel 2004 dopo il restauro, quelle in San Giuseppe e in San Michele Arcangelo, o l’altra già in San Benedetto e ora alla sede della Confraternita di Misericordia, la lunetta in mosaico ceramico all’interno, sopra la porta d’ingresso, della cappella dedicata a San
Guido, i velari in cappella Barocchi e in Santo Stefano, vari lavori d’arte ceramica e vetraria nella cappella dedicata a San Giorgio, le dodici sfere in maiolica a riflessi metallici nel primo tratto del loggiato Giusti, la Madonna, pavimento in grès policromo dell’arcone centrale e altri lavori documentabili e non. Anche e soprattutto Tito Chini (1898-1947) ha lavorato alla decorazione di numerose cappelle della Misericordia (San Benedetto, San Giorgio, San Michele Arcangelo, San Quirico, Santo Stefano, San Vincenzo de’ Paoli) ma anche di talune private come quelle delle famiglie Galletti e Venerosi-Pesciolini. Nell’occasione del 150° anniversario della fondazione del cimitero la Misericordia ha edito una piccola guida in distribuzione gratuita.

Mazzotta: Noli me tangere Cocchi: resurrezione di Lazzaro. Fanny Torgioni Tozzetti