Diventa Volontario



Il ponte dell'Antella



Misericordia di
S. Maria all'Antella

Via Montisoni, 14 - 50011 Antella, Firenze

Telefono: 055 623341
Fax: 055 6560044


Informazioni via mail:
info@misericordia-antella.it


Confederazione Nazionale
delle Misericordie:
misericordie.it

Compagnia delle Misericordie:
compagniadellemisericordie.org


Sono stata indecisa per un po’ di tempo ma finalmente sono entrata a far parte di un’associazione di volontariato e ho scelto la Misericordia dell’Antella. Aiutare gli altri e rispondere ai bisogni della gente , identificarsi con la solidarietà nei confronti di chi soffre, è lo spirito ch mi anima in questa esperienza, come credo in tutti i volontari come me.Spendete qualche pra del vostro tempo, fare esperienza di una cultura che dà priorità alle relazioni umane, del dare, vivere in prima persona situazioni non sempre facili da affrontare , fa crescere interiormente e si impara molto, soprattutto a livelli umano.
Rispondere a questo è dare concretezza a quei valori che noi giovani dovremmo farci portatori e che spesso faticano a trovare posto nella società attuale. Per qualche amico, l’entrate a far parte di un’associazione di volontariato sembra ponga dei limiti nella vita di relazione e ricreativa. Am non è certamente così, anzi!
Oltre ad essere volontaria, la sera esco, mi piace andare a ballare, mi diverto, ho diversi hobby, ho tanti amici, studio, lavoro come tanti . Quindi sono una persona normale.
Questa esperienza mi arricchisce, relaziono con tante persone diverse tra loro.Sono nate alcune amicizie che nel tempo, si fanno più belle e stimolanti.
Fare questa esperienza dunque lo consiglio a tutti,senza riserva alcuna. Dedicare un po’ del nostro tempo ad aiutare gli altri, contribuiremo affinchè forse un giorno si realizzi il sogno di tanti… .una vita oggi più a misura d’uomo, un domani migliore.

Lettera firmata

 

Il senso della caritativa
Innanzitutto la natura nostra ci dà l’esigenza di interessarci degli altri. Quando c’è qualcosa di bello in noi, noi ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri. Quando si vedono altri che stanno peggio di noi, ci sentiamo spinti ad aiutarli in qualcosa di nostro. Tale esigenza è talmetne origianle, talmente naturale, che è in noi prima ancora che ne siamo coscienti e noi la chiamiamo giustamente legge dell’esistenza.
Noi andiamo in “caritativa” per soddisfare questa esigenza.
II. Quando più noi viviamo questa esigenza e questo dovere, tanto più realizziamo noi stessi; comunicare agli altri ci dà proprio l’esperienza di completare noi stessi. Tano è vero che, se non riusciamo a dare, ci sentiamo diminuiti.
Interessarci degli altri, comunicarci agli altri, ci fa compiere il supremo, anzi unico,dovere della vita, che è realizzare noi stessi, compiere noi stessi.Noi andiamo in “caritativa” per imparare a compiere questo dovere.
III. Ma Cristo ci ha fatto capire il perché profondo di tutto ciò svelandoci la legge ultima dell’essere e della vita:la carità.
La legge suprema, cioè, del nostro essere è condividere l’essere degli altri, è mettere in comune se stessi. Solo Gesù Cristo ci dice tutto questo, perché Egli sa cos’è ogni cosa, che cos’è Dio da cui nasciamo, che cos’è l’Essere. Tutta la parola “carità” riesco a spiegarmela quando penso che il Figlio di Dio, amandoci, non ci ha mandato le sue ricchezze come avrebbe potuto fare, rivoluzionando la nostra situazione, ma si è fatto miseor come noi , ha “condiviso” la nostra nullità. Noi andiamo in “caritativa”per imparare a vivere come Cristo.

Luigi Giussani
Da “Realtà e giovinezza La sfida” SEI pp.192-193