Coronavirus: Misericordie a servizio della comunità come nella peste del 1348

6 Luglio 2020

Articolo di Repubblica del 5 luglio 2020

L’emergenza nel racconto del Presidente della Federazione delle Misericordie della Toscana, Alberto Corsinovi.

“Questi lunghi mesi di lockdown per noi sono stati tutt’altro che momenti di chiusura, ma anzi sono stati di grandissimo impegno. La Misericordia nacque nel 1244 e leggo questo parallelismo tra il contrasto alle terribili pestilenze del passato e la lotta al Covid: per noi è ancora una volta essere al servizio della comunità”. Così Alberto Corsinovi, presidente della Federazione regionale delle Misericordie della Toscana e delegato nazionale dell’area emergenze.

“Nei primi giorni della pandemia – racconta Corsinovi – il nostro maggior impegno è stato nel fronteggiare l’emergenza sanitaria locale, poi ci siamo adoperati a supporto delle nostre realtà in Lombardia, e siamo stati addetti al trasferimento dei pazienti dalle rianimazioni lombarde per liberare letti: viaggi drammatici, con pazienti intubati, che abbiamo accompagnato fino a Benevento o Campobasso”.

“Uno dei problemi che abbiamo dovuto affrontare – afferma il presidente delle Misericordie toscane – è stato quello di dover rinunciare a una buona parte del nostro volontariato, gli over 65. Ma siamo stati sorpresi: le nostre sedi si sono riempite di giovani, nostri iscritti che non dovendo andare a scuola o a lavoro si sono presentati per fare servizio. E ancora tante persone che si sono offerte senza aver mai fatto volontariato prima”.

“Finita la fase acuta della pandemia – spiega Corsinovi – oggi il problema che dobbiamo affrontare è la crisi socio economica: noi abbiamo tanta gente che non ce la fa più a fare la spesa e che si rivolge a noi perchè vede la Misericordia come una ‘porta aperta’. Le nostre 400 sedi in Toscana, 800 in tutta Italia, sono presidi che cercano di dare risposte, che non si fermano davanti a un Isee. Questo per me rappresenta la sfida di questi giorni”.

La Confraternita della Misericordia, nei suoi quasi otto secoli di storia, ha già lottato contro le epidemie, ed è certamente tra gli enti caritatevoli più antichi del mondo: la Società di Santa Maria, detta poi “della Misericordia”, venne fondata a Firenze nel 1244 con il compito dell’assistenza agli infermi e della sepoltura dei morti. Allo scoppio della peste nere in Europa, nel 1348, fu in prima linea nell’assistenza ai malati. “Un lavoro – spiega Corsinovi – che era costituito principalmente dal portare nei lazzaretti i poveri appestati, e la raccolta dei corpi dei morti”.

I confratelli, dall’inconfondibile cappuccio nero, indossato per non svelare l’identità del volontario e abbandonato solo alla fine degli anni ’70, divennero elemento fondamentale della Firenze antica. E ancora nel 1498, all’esplodere di una nuova ondata di peste, il Comune incaricò la Confraternita della gestione dei lazzaretti, ma anche delle prime misure di contenimento dell’epidemia, come la sorveglianza dei casi sospetti, la sepoltura dei morti di peste, l’isolamento dei malati. E ancora la Misericordia, che nella sua storia accoglierà futuri papi e granduchi, sarà in prima linea nella pestilenza del 1630. Così come nel 2020.

logo Misericordia

 

Orari

Lun – Ven
8:00 – 20:00
Sabato
8:00 – 13:00
Domenica
Chiuso

 

Contatti

Fax: +39 055 6560044

© 2020 Confraternita di Misericordia di S. Maria all’Antella O.d.V.