LA CONFRATERNITA

La nostra storia

Ispirazioni e tradizioni

La Confraternita di Misericordia di S. Maria all’Antella prende origine dalla Compagnia del Ss. Sacramento, istituita in antica data presso la Parrocchia di S. Maria all’Antella, e convertita in Confraternita di Misericordia come da approvazione agli effetti civili da parte del Granducato di Toscana con risoluzione ministeriale del settembre 1852.

La Misericordia di Antella è una associazione di confratelli avente per scopo la costante affermazione della carità e della fraternità cristiana attraverso la testimonianza delle opere di misericordia spirituali e corporali, in soccorso dei singoli e delle comunità contribuendo alla formazione delle coscienze secondo l’insegnamento del Vangelo e della Chiesa Apostolica romana, nel solco della tradizione della Chiesa e nello spirito del Concilio Vaticano. Intende inoltre adeguare i suoi ordinamenti ai principi della Costituzione Italiana ed alle regole della legislazione civile in tema di volontariato.

Nel rispetto della vigente normativa in materia di enti del terzo settore la Confraternita assume la denominazione completa di “Confraternita di Misericordia di S. Maria all’Antella O.d.V.”.

Oggi la Confraternita della Misericordia dell’Antella, nella fedeltà alla propria tradizione di fede e carità cristiana, gestisce numerose attività di condivisione e assistenza al bisogno della Comunità. In particolare, con il concorso di volontari, medici e collaboratori, ha attivo:

  • il Cimitero Monumentale dell’Antella
  • Spazi attrezzati per studi medici specialistici
  • Centro di Riabilitazione IDF
  • Servizi gratuiti di iniezioni e prestito ausili sanitari
  • Servizi di autoambulanza per servizi di emergenza e urgenza, servizio sociali, trasporto dialisi
  • Servizi di Protezione Civile
  • Servizio di Telesoccorso

Sostiene inoltre:
Nei propri locali nella Casa Stenone un centro posti ospedaliero in collaborazione con la Caritas Diocesana di Firenze
La Scuola professionale di S.Manetto di Candeias ( Brasile) fondata in collaborazione con le Suore Francescane
Attività di assistenza in Eritrea ed in particolare con la Diocesi di Keren
Progetto di un centro di riabilitazione logopedico a Betlemme cin collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II
Realizza inoltre numerose attività che promuovono la vita sociale e religiosa dei propri confratelli.

La Confraternita è retta da un Magistrato (Consiglio) composto da 9 membri presieduto dal Governatore (Presidente) e assistito spiritualmente dal correttore ( parroco dell’Antella). Sono presenti il Collegio dei Sindaci Revisori, per controllare l’attività amministrativo/contabile ed il Collegio dei Conservatori, che costituisce il consesso più eminente del Sodalizio, per vigilare sulla esatta osservanza delle norme statutarie.

Il fenomeno rappresentato dalle Confraternite di Misericordia, quale oggi lo conosciamo, affonda le sue radici nella tradizione, sociale e religiosa, delle prime forme di partecipazione dei cittadini alla vira della comunità. Alcuni autori (“Jubilaum Internationale Confraternitatum-Acta”- Don Vincenzo Paglia, Roma 1984) ne fanno risalire l’origine alle stesse prime comunità cristiane che svilupparono in una fitta rete di associazioni. Tali gruppi comunitari si presentano alla stregua di una federazione di confraternite a carattere religioso e professionale, in senso lato evidentemente, ma ciascuna con le sue assemblee, i suoi statuti, i suoi funzionari, la sua casa. Esse prima osteggiate dalle autorità, poi tollerate e quindi incoraggiate mutuarono forme di organizzazione dai cosi detti “collegi” romani.
Fu nel medioevo, tuttavia, che queste forme di partecipazione dei cittadini alla vita sociale assunsero una identità più definita.
Se ne ha notizia già dal secolo X, ma è nel secolo XIII che le troviamo diffuse, ovunque in Europa, come vero e proprio tessuto connettivo della società in cui la motivazione religiosa si accompagna, spesso, al bisogno di partecipazione sociale e di sicurezza.
Le prime Confraternite di Misericordia nacquero nel XIII secolo, la prima delle quali fu la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze.
Sette secoli e mezzo di soccorso al singolo, alla famiglia, accorrendo prima a piedi e ora con l’ambulanze attrezzate, sempre per onorare l’impegno all’imitazione di cristo, nel suo atteggiamento verso ogni sofferenza: la misericordia. In alcuni documenti del 1361 risulta che questa confraternita “fu detta e cominciata per lo beato Messere Santo Pietro Martire dell’Ordine dei Predicatori”. E’ questi Pietro da Verona, detto Martire perché assassinato nel 1252 a Barlassina, tra Milano e Como, in un agguato di catari e ghibellini, tipico di quell’epoca fitta di conflitti politico-religiosi a mano armata. Pare Però che anche il suo assassino si sia poi convertito, facendosi a sua volta domenicano. La Misericordia di Firenze nasce dunque-come moltissime altre associazioni laicali di quei secoli-a seguito di una campagna di predicazione, in un clima di risveglio religioso e di stimolo all’iniziativa dei laici. Primo compito dei confratelli era certo il soccorso agli ammalati e la sepoltura dei morti in povertà.Al tempo stesso, tuttavia, a queste si affiancarono altre iniziative: doti alle fanciulli povere, liberazione di carcerati per debiti, sussidi a malati indigenti, in ossequio alle opere di misericordia.


“Nell’enciclica Redemptor Hominis ho affermato che “l’uomo è in certo senso la via della Chiesa”. Voi la percorrete in spirito di comunione e di fedeltà al vangelo e a tutta la Tradizione quando vi fate carico di ogni problematica della persona, ponendovi accanto all’uomo e attuando per esso “la misericordia del Padre”, resa visibile in Cristo e per mezzo di Cristo. Per tale motivo il vostro servizio si connota come volontariato cristiano. Infatti, anche se per molteplici aspetti la solidarietà e l’aiuto di altri cittadini generosi sono simili alla vostra azione, questa possiede una fisionomia specifica: quella cioè di servire il prossimo, custodendo e tenendo viva nella propria mente e nel proprio cuore la presenza di Gesù, e di vedere in ogni uomo sofferente il Cristo, il quale con parole persuasive insegna “Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatta a me”(Mt 25,40).

Discorso di Giovanni Paolo II
Ai membri della Confederazione delle Misericordie d’Italia
Sabato 14 giugno 1986

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